Mar. Set 8th, 2026

L’ortopantomografia, comunemente chiamata panoramica dentale, è un esame radiologico che riproduce in una sola immagine bidimensionale entrambe le arcate dentarie, i seni mascellari, le articolazioni temporo-mandibolari e le strutture ossee vicine.

Come si forma l’immagine

Un tubo radiogeno emette un fascio di raggi X mentre sorgente e ricettore ruotano attorno alla testa della persona, che resta ferma con il mento appoggiato a un supporto. Il fascio attraversa il distretto in esame e porta con sé un’immagine latente, impressa su pellicola nella radiologia analogica oppure raccolta da un sensore digitale. La tecnologia digitale è oggi diffusa perché consente di ridurre l’esposizione e di visualizzare l’immagine in tempo reale, senza i prodotti chimici di sviluppo delle pellicole. L’esame dura pochi minuti e non richiede preparazione particolare; vengono rimossi orecchini, piercing e apparecchi mobili perché i metalli producono artefatti.

A che cosa serve

L’immagine permette di osservare situazioni non rilevabili con il solo esame clinico: denti inclusi o non erotti, lesioni ossee, riassorbimenti, esiti di terapie precedenti, rapporti fra le radici e le strutture anatomiche. Essendo bidimensionale ha limiti di lettura: quando serve una valutazione volumetrica, per esempio nella pianificazione implantare, il clinico può indicare un esame tridimensionale di tipo cone beam.

Chi ne stabilisce l’indicazione

Non è un esame da eseguire in modo sistematico o su iniziativa della persona. L’impiego di radiazioni ionizzanti in ambito medico è regolato dal principio di giustificazione previsto dal D.Lgs. 101/2020: l’esame si esegue solo quando il beneficio diagnostico atteso è superiore al rischio associato all’esposizione, e la valutazione spetta al medico o all’odontoiatra che formula la richiesta. La persona segnala eventuale stato di gravidanza prima dell’esame.

Le schede informative dedicate alla panoramica dentale descrivono in genere le fasi della procedura e la strumentazione impiegata, ma non sostituiscono la valutazione clinica, che resta il passaggio in cui si decide se l’indagine sia realmente necessaria.

Di editor